Negli ultimi decenni il Senegal ha intrapreso con forza la strada dello sviluppo economico, sostenuto da investimenti industriali e infrastrutturali che hanno contribuito a ridurre la povertà e ad aumentare la crescita nazionale. Ma quale prezzo è stato pagato per questa corsa al progresso?

Questo progetto di @alessandro_murtas nasce da un'indagine sul campo condotta nel luglio 2025 e attraversa tre luoghi simbolo: Bargny, Ndayane e Mbeubeuss. Qui, tra cementifici, centrali elettriche, porti in costruzione e discariche a cielo aperto, emergono le contraddizioni di uno sviluppo rapido e spesso deregolamentato.
Comunità di pescatori strette tra ecomostri industriali, villaggi minacciati dall’erosione costiera, famiglie che vivono e lavorano tra i rifiuti raccontano una realtà fatta di inquinamento, perdita di risorse e fragilità sociale.

Le immagini non vogliono arrestare il progresso, ma interrogare il suo significato: uno sviluppo che ignora l’equilibrio tra uomo e ambiente rischia di diventare, nel tempo, insostenibile. Come ricordava Rachel Carson, la guerra dell’uomo contro la natura è, inevitabilmente, una guerra contro sé stesso.