50 anni senza Pier Paolo Pasolini: cosa ci manca di lui? La capacità di scandalizzarci e di scandalizzare, la dolcezza e la vitalità poetiche, l'impegno culturale e politico, la spiritualità e l'umanità ma, soprattutto, la coscienza critica dinanzi alle trasformazioni del mondo. Abbiamo vissuto 50 anni senza di lui e, spesso, senza coscienza di ciò che accadeva ai tempi del terrorismo e del riflusso, del berlusconismo e delle spinte xenofobe e razziste, delle crisi economiche e sociali, della pandemia, dei diritti negati e della violenza di genere. Torniamo a leggere il mondo con gli occhi di PPP vedendo insieme - come Film vivente - un suo prezioso lavoro del 1963: La Ricotta, uno dei quattro episodi del film RoGoPaG (Rossellini, Godard, Pasolini, Gregoretti). È un'opera che intreccia arti diverse: citazioni figurative, richiami filmici e sapiente impiego della musica. Inoltre verrà proiettato un cortometraggio poco noto di Ermanno Olmi con la sceneggiatura di un giovane Pasolini "trentino": Manon finestra 2 (1956), che ritrae la vita e il lavoro dei lavoratoi che costruirono l'impianto idroelettrico in Val di Fumo.
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