Il pittore milanese Giorgio Reggio (1930 – 2010), autodidatta, inizia la propria produzione artistica verso la fine degli anni ’50 del secolo scorso con un’impronta stilistica astratta. Successivamente – negli anni ’70 e ’80 – trova una propria originale cifra espressiva. Le opere – in questi anni – diventano monocromatiche e dalle atmosfere soffuse di colori bruni, ocra o verdi cupi ma anche di squillanti arancioni, azzurri o blu elettrici emergono figure che, nel tempo, variano: inizialmente candele, poi campanili e guglie, quindi forme floreali e, infine, figure umane. Le opere esposte a Spazio Ramé appartengono proprio a questa fase - compresa tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Novanta - del complesso percorso di ricerca artistica di Reggio, durato più di cinquant’anni.

Spazio Ramé propone periodicamente selezioni di opere di Giorgio Reggio, per far conoscere la produzione di questo originale ”artista della luce”.