La notte
Il tema di Ramé da Settembre 2026 a Gennaio 2027
La notte è una soglia ambivalente:
un labirinto in cui corpo e mente si perdono e si ritrovano. Può essere rifugio creativo, come per Fellini che nelle ore piccole fissava le proprie visioni nel Libro dei sogni, o minaccia ancestrale, ricordandoci che il sonno della ragione genera mostri. È il territorio del crimine e dell’eresia, ma anche lo scenario della memoria civile nella Notte della Repubblica. Tenera è la notte per chi si lascia alle spalle lo stress, lo stress, lo stress di giorno. Mentre Antonioni vi scorgeva l’entropia della vita di provincia, la letteratura ci sussurra che “tutta la vita è sogno”. Nel buio, il gufo, simbolo di Atena e sapienza profonda, ci insegna che per vedere nelle tenebre servono nuovi sensi: un apparato auricolare asimmetrico crea una “geometria del suono” che permette di percepire anche ciò che resta nascosto attraverso triangolazioni perfette. Tra il Manoscritto di Saragozza e le Mille e una notte, restiamo svegli, procedendo “piano piano, sottovoce”, cercando in questa oscurità una bussola tra solitudine (“Che notte buia che è, povero me, povero me…”) e speranza. La notte prima degli esami è il momento di massima sospensione, nella tensione profonda fra paura e desiderio, davanti a un’occasione per tirar fuori il meglio di noi. Sono tanti i volti e i sensi della notte, con sorella Luna e gli astri guida, compagni dei naviganti, che da sempre ci stupiscono, interrogano e consolano: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me. Per chiederci ancora e ancora “a che punto è la notte?”, e condividere memorie di lucciole o accendere nuove lampare nel mare della nostra coscienza e convivenza.