“Una preghiera per Gaza” nasce dall’idea di rendere drammaticamente “misurabile” il numero delle persone uccise a Gaza. Un file matrice raccoglie 368 icone per pagina, ciascuna rappresentante una persona: donna, uomo, bambino. Per raggiungere 54.000 vite – tante quante quelle uccise a Gaza nel periodo indicato – servono 147 pagine: 146, composte da 368 icone, più una da 272.
Il tempo di preghiera, laica, cristiana o di qualunque religione sin cui si voglia professarla, è parte dell’opera. Dedicare 30 secondi a ciascuna icona, significa attribuire a ogni vita un tempo minimo di preghiera.
Per una pagina, servono, 3h e 4’. Per l’intero lavoro: 450 ore di partecipazione, preghiera e il silenzioso ascolto di una tragedia infinita.
Questo pensiero era stato inizialmente predisposto come un’attività riproducibile: l’invito a stampare le 147 pagine, una alla volta; osservare ogni foglio; pensando, nel vederlo uscire dalla stampante, che quelle vite non ci sono più.
Rilegando le 147 pagine si ottiene un libro di preghiera, che diviene parte complementare della tela, da aprire nei momenti in cui le cose che ci accadono ci sembrano insuperabili, anche per un solo minuto: un gesto minimo, consapevole, umano, verso chi non c’è più, perché cancellato dalla follia dell’odio e della guerra.
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